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Gli appunti sul seminario del foniatra Fussi

Giornate della Didattica AIdSM
con il patrocinio ed il contributo della Regione Toscana

SEMINARIO “FISIOLOGIA E PERCEZIONE DEL CANTO”
prof. Franco Fussi,
Prato - 7 febbraio 2009

A cura di Mirella Di Vita

Sino al VI secolo si credeva che la voce nascesse dal cuore, e si riteneva che proprio sul cuore si innestasse l’organo laringeo (come si può vedere nel mosaico dell’abside di S. Apollinare in Classe a Ravenna).

Un cantante, per essere un vero artista, ha bisogno di trovare il giusto equilibrio fra la tecnica e istinto: un cantante dotato solo di una buona tecnica, ma privo di “istinto musicale” potrà essere nel migliore dei casi un buon interprete; un cantante con grande musicalità, ma carente dal punto di vista tecnico rischia di rovinare rapidamente il proprio organo vocale.

Il canto, per quanto possa sembrare naturale, prevede una preparazione lunga (i potrebbe dire quasi atletica), in termini di tonicità, energia, buon coordinamento muscolare.

Ai fini della longevità vocale è molto importante riconoscere il proprio tipo di “strumento vocale” e individuare il contesto in cui esercitarlo, così come è importante un minimo di conoscenza fisiologica (si cita in proposito il caso della cantante Pauline Viardot, figlia del famoso cantante e teorico Garcia e sorella della celeberrima Maria Malibran, che perse la voce in maniera permanente per aver cantato in un’opera di Berlioz e su di lui richiesta, in una tessitura completamente inadatta per la sua voce).

REGOLE di BASE:

● Scelta del repertorio adeguato alla propria voce
● Preparazione tecnica
● Igiene vocale
● Monitoraggio
● Gestione (in termini di alternanza di momenti di studio/performance e riposo)


EUFONIA: emissione vocale ottenuta secondo criteri di economia e risultante nel segnale come migliore possibile in relazione alla situazione psicofisica del soggetto.

ECONOMIA: raggiungimento dei migliori risultati possibili al minor costo in termini di impegno muscolare.In questo senso è molto importante la “proiezione vocale”.

GESTIONE DELLA LARINGE E DELLE CORDE VOCALI: capacità di coordinazione delle strutture muscolari antagoniste.




Il modo di cantare è sottoposto a una serie di variabili:

1) VARIABILI TEMPORALI

XVI-XVII secolo: gli spazi esecutivi erano piuttosto limitati, si trattava inizialmente delle sale dei palazzi nobiliari e anche il numero degli strumenti, utilizzati nell’esibizione coi cantanti, era minore. Si differenziano principalmente due stili, lo Stile da Camera e lo Stile Sacro: nel primo si privilegiava il testo, la parola e l’uso di abbellimenti, nell’altro la rotondità della voce e il volume (da considerare che in questo caso il testo era noto, trattandosi delle varie parti della messa o di passi delle Sacre Scritture).
XVII-XIX secolo: con l’affermazione del melodramma, la voce si trova a dover fronteggiare spazi più ampi ( come il teatro), un’orchestra più numerosa che crea una sorta di “fascio sonoro” fra cantante e pubblico; questo porta alla ricerca di un diverso equilibrio fra qualità vocale, omogeneità e udibilità della voce.
Inizi del XX secolo: la corrente verista punta l’attenzione su un canto incisivo, che richiede ampio volume vocale e un emissione non proprio in linea con la tecnica del belcanto.

2) VARIABILI GEOGRAFICHE

Le variabili geografiche sono importanti relativamente all’acquisizione delle competenze nell’uso del canto.

OCCIDENTE: prevale l’andamento melodico

ORIENTE: attenzione rivolta all’andamento armonico, ai suoni armonici, all’uso dei risuonatori (per esempio il canto armonico di alcune regioni asiatiche che attrae e contamina le tendenze vocali più moderne)

Il modo melismatico arabo è passato in Occidente, trasformandosi in canto gregoriano prima e in canto fiorito poi.

3) VARIABILI SOCIALI

Riguardano le esigenze e le diverse finalità della comunicazione artistica, che possono rendere il canto libero da codici (come nei casi del canto ludico o dei canti di lavoro), oppure strettamente vincolata a codici stessi (canto barocco, canto lirico, canto rock etc.).


Si definisce FONASTENICA una produzione vocale che diventa mano a mano più faticosa e difficile.

DISFONIA = disturbo della produzione vocale con sintomi soggettivi, quali frenastenia, secchezza delle fauci, indebolimento muscolare, e/o acustici,come l’alterazione dei parametri della voce (intensità, altezza, timbro, qualità e durata fonatoria).


ALTERAZIONE DEL TIMBRO: può essere dovuta a diverse cause, quali raucedine (con effetto di suono sporco), adduzione imperfetta delle corde vocali (con fuga d'aria nella voce), o ad atteggiamenti vocali errati (per esempio l'eccessiva nasalizzazione).


PATOLOGIA DISFONICA: dipende da atteggiamenti errati nell'uso delle cavità di risonanza e dell'organo di produzione vocale ( ---> noduli = lesione organica)

Quella che viene definita come EUFONIA FISIOLOGICA è il risultato di:
● Economia di gestione
● Assenza di alterazioni strutturali e qualitative
● Resistenza e stabilità a breve e lungo termine

Emissione bella coincide con emissione sana? Non è sempre così, a volte si possono produrre dei suoni belli, ma non sempre “economici”.

Per quanto riguarda l' EUFONIA STILISTICA, essa è il risultato di:
● Produzione vocale efficace allo stile e al modo fonatorio (vedi suoni graffiati e suoni spinti)
● Efficacia per quanto riguarda l'abilità nel genere vocale
● Consapevolezza tecnica nell'approccio di un determinato genere
● Apprezzamento da parte del pubblico

Non sempre l'emissione disfonica è insana, specialmente se si possiede una buona tecnica respiratoria e si usano correttamente i risuonatori, però se si insiste troppo su certe caratteristiche stilistiche per così dire “pericolose”, si possono procurare danni all'organo vocale ( senza contare che un interprete a volte può diventare “noioso” dal punto di vista espressivo).

E' fondamentale tenere conto che il canto trasforma il corpo in strumento musicale, quindi si canta anche col proprio corpo.

Una voce eufonica è una voce ECONOMICA, PIACEVOLE, EFFICACE.


L'emisfero cerebrale destro percepisce l'emozione, il suono e lo elabora in senso globale, mentre l'emisfero sinistro decodifica le informazioni di carattere razionale, favorisce la memorizzazione del testo e la meccanica dei movimenti laringei. Il cervelletto è destinato al coordinamento.
Se un cantante smette di esercitarsi per alcune settimane, perde parte delle sue abilità tecniche.


ARTICOLAZIONE E RISONANZA --------------- > LIVELLO SOPRAGLOTTICO

FONAZIONE --------------- > LIVELLO GLOTTICO

RESPIRAZIONE --------------- > LIVELLO SOTTOGLOTTICO


Nel PARLATO è coinvolto l' APPARATO PNEUMO-FONO-ARTICOLATORIO

Nel CANTO è coinvolto l' APPARATO PNEUMO-FONO-RISONANZIALE


La VOCE ( intesa come qualità, quantità e durata) può considerarsi come il prodotto dell'equilibrio muscolare di muscolature antagoniste.

RESPIRAZIONE = APPOGGIO/SOSTEGNO

LARINGE = REGISTRO PIENO-REGISTRO MISTO-FALSETTO

RISONATORI = CAVITA'+ CORPO = PORTANZA
MASCHERA + PUNTA = PROIEZIONE

Spesso i problemi di intonazione sono legati a problemi respiratori (interessante però notare che nel 1500 Mazzocchi descrive la messa di voce come una variazione di intensità, ma anche di intonazione!)

Modificando lo spazio di risonanza, cambia il risultato acustico ------- > più si allunga la cavità di risonanza, più il suono è rotondo.


APPOGGIO-SOSTEGNO

MUSCOLI INSPIRATORI

● DIAFRAMMA ( che ha rapporti con la parte sternale, la parte costale, la colonna vertebrale)
● MUSCOLI INTERCOSTALI ESTERNI (apertura della cassa toracica, abbassamento del diaframma e sua tenuta)
● MUSCOLI INTERCOSTALI POSTERIORI (gestiscono la lordosi lombare)
● MUSCOLI INSPIRATORI SUPERIORI (sono posti nel petto e nel collo, quando cantando si compiono sforzi, si ha un irrigidimento di tali muscoli e la conseguente produzione di suoni fissi e rigidi)

MUSCOLI ESPIRATORI

● MUSCOLI INTERCOSTALI INTERNI ( gestiscono la risalita del diaframma)
● MUSCOLI ADDOMINALI

Durante l'attività fonatoria i muscoli intercostali esterni sono attivi per mantenere l'espansione del diaframma,così come nell'inspirazione sono attivi i muscoli addominali per sostenere la discesa del diaframma.


La modalità di presa aerea può essere di tipo NASALE (all'attacco del suono)
ORALE (fiati rubati)
MISTA

mentre la qualità della presa aerea può essere PROFONDA (più o meno, secondo i casi)
A FIATO RUBATO
SILENZIOSA
RUMOROSA


GESTIONE POSTURALE

● STABILITA' STERNALE, CON SPALLE RILASSATE
● ALLINEAMENTO TESTA-COLLO-SPALLE
● ESPANSIONE COSTALE


La POSTURA è un elemento molto importante nell'attività fonatoria.

ANCORAGGIO = allineamento posturale che prevede spalle basse, allungamento nucale in modo da rendere più stabile la laringe ( importante specialmente nella emissione di note acute e sovracute)

Una corretta POSTURA ERETTA prevede:

● Allungamento nucale
● Controllo apertura spalle/sterno
● Parziale delordotizzazione lombare
● Controllo area appoggio
● Gambe aperte

Per una corretta POSTURA SEDUTA, oltre ai punti precedentemente elencati è importante mantenere il “Side Sitting”, ossia una seduta con la base allargata a ginocchia flesse, mentre una corretta POSTURA IN GINOCCHIO richiede un'ampia base d'appoggio, con un solo ginocchio a terra, in posizione “cavalier servente” ( Half Kneeling).

Una postura scorretta richiede maggior forzo nella produzione vocale, come per esempio cantare con il collo proteso in avanti.


Il CICLO VIBRATORIO è costituito da:

● CONTATTO GLOTTICO (accollamento dei bordi delle corde vocali)
● FASE DI APERTURA (allontanamento dei bordi)
● FASE DI CHIUSURA (riavvicinamento dei bordi)

Le corde vocali sono legamenti elastici e le aritenoidi,ruotando su se stesse, permettono l'apertura e la chiusura delle corde stesse. Il muscolo cricotiroideo, allungando la corda e aumentando la tensione longitudinale, allunga l'area di contatto glottico, rendendo più facile l'apertura delle corde vocali, quindi si abbrevia il tempo di contatto glottico durante il ciclo vibratorio.


Dal rapporto dei muscoli tiroaritenoidei e cricoaritenoidei dipendono i diversi registri laringei:


REGISTRO PIENO = è il risultato del lavoro dei muscoli, che mantengono il tempo di contatto, in fase di chiusura,maggiore del 40% del ciclo vibratorio.

REGISTRO DI FALSETTO = si ha un tempo si contatto ridotto, minore del 40% del ciclo vibratorio. Nel falsetto si ha un allungamento delle corde vocali,con alta tensione longitudinale, rigidità del corpo cordale e onda mucosa limitata al bordo libero della corda.

Falsetto posturale = usato in musica leggera (vd. falsetto velato)

Falsetto muscolare = utilizzato dal controtenore

“Stop closure falsetto” o “Damping” = produzione iperacuta nelle corde maschili, dove la vibrazione è limitata solo alla porzione cordale anteriore,con un risultato simile al registro medio-acuto dei soprani lirico-leggeri ( vd. falsettisti)

Secondo la definizione di registro data dal Garcia, si può avere il falsetto anche nelle note gravi.

Il canto moderno esalta lo shifting brusco e improvviso da registro pieno a registro di falsetto, mentre nel canto classico si tende a rendere omogenea la voce nel passaggio da registro pieno a registro di falsetto.

Falsetto velato = le corde vocali non si chiudono completamente, quindi c'è fuga d'aria posteriore

Il controllo sull'intensità e sulla pressione espiratoria è la chiave di volta per gestire il passaggio di registro.

Per estensione fisiologica si intende l'area compresa fra il suono col minimo numero di vibrazioni e quello col numero massimo che un individuo può emettere, a prescindere dalla qualità artistica e dall'intensità di tali suoni, mentre per emissione musicale si intende l'area più agibile vocalmente, dove si riesce con facilità a sostenere i suoni e ad avere dinamica su essi.

TESSITURA = l'ambito di ottava dove si ha massima dinamica, dove la corda fa meno fatica nelle escursioni dinamiche.

Sono stati proposti come ascolti alcuni esempi di “fenomeni vocali”, capaci di emettere suoni “eccezionali”:

Vladimir Pasuikov (basso russo): La bemolle0 grave (52/53 Hz)

Mado Robin (soprano di coloratura) e Erna Sachs: Do6

Marian Anderson (contralto): Sol diesis1 (103 Hz)

Yma Sumac: canta dal Mi1 al Do6

Georgia Brown: Fa7 (5588 Hz,ossia 2 ottave sopra il Fa sovracuto della Regina della Notte)


DENASALIZZAZIONE = situazione tipica di un'emissione in presenza di raffreddore o adenoidi

NASALIZZAZIONE = usata per liberare il meccanismo fonatorio dalla fatica, dalla pesantezza (in caso di eccesso di lavoro faringeo) e da atteggiamenti ipercinetici, in modo da potenziare l'udibilità.

VOCE FLEBILE = accollamento labile con riduzione del tono della muscolatura adduttoria

VOCE SOFFIATA = accollamento impreciso, con fuga d'aria

VOCE AFONA = accollamento non realizzato (spesso i problemi di patologie vocali, specialmente inerenti l'afonia,riguardano problemi di carattere psicologico, di contrasto tra Io e Super-io).

Criteri laringei favorenti la longevità vocale:
● Simmetria dell'organo vocale
● Viscosità della superficie delle corde vocali
● Elasticità delle corde vocali
● Mobilità delle strutture cartillaginee

Ovviamente col passare degli anni, diminuisce l'elasticità, per cui si arriva al deterioramento vocale.

PENETRANZA = modalità di fonazione che permette alla voce di superare il rumore ambientale.

PORTANZA = è il risultato della penetranza sommata alla massa sonora

Sono stati mostrati alcuni esercizi pratici per migliorare la qualità dell'emissione vocale, per esempio vocalizzare e cantare alcune frasi musicali,applicando al volto una mascherina per l'ossigeno,è utile per sentire la voce più “in avanti” e a fuoco, mentre un esercizio di rilassamento col corpo flesso, piegato in avanti,con braccia rilassate, rimanendo su una gamba sola (con l'aiuto di una persona) e lasciando penzolare la testa, porta ad una maggior rilassatezza della muscolatura del corpo e all'emissione di un suono più morbido.

La sensazione che accompagna la produzione vocale nel cantante è diversa dalla sensazione prodotta dalla voce nell'ascoltatore ed è interessante notare come non esistano molti aggettivi pertinenti per descrivere queste sensazioni; generalmente si fa riferimento alla terminologia relativa al campo visivo (voce chiara/voce scura), o spaziale ( voce in avanti/voce indietro).

La localizzazione del suono in alcune zone del corpo è legata alla necessità di memorizzazione delle sensazioni legate alla produzione vocale anche a livello osseo (per esempio l'espressione “tenere un suono in bocca” inteso come gestione delle cavità di risonanza).


I SINTOMI GLOTTICI riguardano: 1) tipo di registro utilizzato 2) qualità di adduzione 3)regolarità del ciclo vibratorio

REGISTRI PRIMARI LARINGEI

● FRY VOCALE = tono glottico ottenuto con la sola contrattura del muscolo tiroaritenoideo
● MODALE (speech) = tono glottico ottenuto con la contrattura sia del muscolo tiroaritenoideo e cricoaritenoideo.
● FALSETTO

REGISTRI DI SECONDO ORDINE

● VOCE DI PETTO = laringe bassa,con rinforzo degli armonici gravi
● VOCE DI TESTA

VIBRATO = sommovimento verticale della laringe durante la vibrazione delle corde vocali.

Il vibrato viene considerato regolare se si mantiene fra le 5 e le 6 oscillazioni al secondo, se le oscillazioni sono minori di 5 si dice che la voce “balla”, mentre se sono maggiori di 5 il vibrato è troppo stretto (voce caprina).

La differenza fra una voce accennata e una voce spoggiata sta nel fatto che la seconda implica un maggior lavoro delle corde vocali, senza il coordinamento muscolare.


CAVITA'+ ROTONDITA'+ CORPO + ARMONICI GRAVI = ENERGIA

PUNTA+ BRILLANTEZZA+ ARMONICI ACUTI = DIREZIONE

CRITERI DI EUFONIA ARTISTICA

• GRADEVOLEZZA (relativa allo stile)
• ECONOMICITA' (in senso di minor prezzo di gestione muscolare)
• MANTENIMENTO DELLA QUALITA'/ACCETTABILITA' A BREVE E LUNGO TERMINE
• UDIBILITA'(solo per quanto riguarda il canto acustico)
• OMOGENEITA' DEL COLORE (relativo al canto classico e a seconda dei diversi stili)

Il costo vocale, che costituisce una variabile quanti-qualitativa, di una performance dipende dal tipo di impegno e dal genere vocale.
I generi musicali che possono essere considerati vicini al parlato sono il pop, il country e il jazz, mentre generi che richiedono un po' più di dispendio sono la lirica e il “legit” (lo stile dell'operetta e del musica-liricheggiante, tipo “Phantom of the opera”, dove è fondamentale la gestione respiratoria).
I generi più impegnativi per contatto cordale ed elevata pressione sottoglottica sono il rock e il belting.
Nel rock possiamo trovare un tipo di emissione grave, gutturale, dove la parola spesso è poco intelligibile (growl), oppure l'urlo graffiato, con un'emissione tendente all'acuto (scream).

E' molto importante usare una tessitura ottimale, ossia parlare e cantare in un range di altezze adatto al proprio strumento vocale.
Il raggiungimento di un tono acuto in vocalizzo non significa riuscire a tenere quella nota a lungo, riuscire a riprodurla ogni giorno o gestirla dinamicamente.
Da ricordare che generalmente i limiti di estensione sono diversi se si canta al mattino o alla sera.


CONSIGLI DI IGENE VOCALE

IDRATAZIONE

 Bere almeno 2 litri di acqua al giorno (evitare bevande diuretiche, caffeina e alcolici)
 Per una maggiore idratazione si può tenere una garza imbevuta d'acqua sotto le narici per circa 15 minuti,respirando dal naso.
 Usare pastiglie a base di glicerina e ribes nigrum, che aiutano a mantenere il cavo orale e la gola umettati, stimolando la salivazione.
 Non bere solo quando si ha sete o la gola secca,o solo immediatamente prima della performance


RISCALDAMENTO VOCALE

 Riscaldarsi sempre prima di una performance ( la mancanza di riscaldamento scatena una reazione protettiva contro le lesioni), poiché il riscaldamento migliora la viscosità delle corde (per esempio permette una maggiore stabilità dei toni acuti).
 Riscaldare non solo la voce, ma anche tutto il corpo (per esempio esercizi a corpo libero, stretching etc.)
 In caso di performance lunga, è meglio scaldare la voce per non più di 10 minuti, mentre per una esibizione breve si può fare una fase di riscaldamento più lunga.
 E' importante scaldarsi anche al mattino, in caso di esibizione serale.
 Eseguire il riscaldamento possibilmente in un luogo comodo e tranquillo,evitando ambienti secchi, freddi, umidi, polverosi.
 Riscaldarsi possibilmente in piedi.

ALCUNI ESERCIZI BASE

 Glissati di terza e quinta, eseguiti sull'ottava centrale
 Esercizi su 2 note,eseguite prima lentamente, poi sempre più velocemente per arrivare ad un trillo (questo esercizio svolge una funzione di massaggio per le corde)
 Esercizi con trillo labiale o dentale
 Passaggio graduale su una nota tenuta dal registro pieno al falsetto, oppure dal pianissimo al forte
 Vocalizzi sulle vocali - i e a - a lingua protusa (ossia in fuori)
 Vocalizzi con Mi o Ni, se la voce è sporca, o esercizi nel registro di fry per pulire le corde vocali da eventuali depositi di muco
 Vocalizzi con Lo, se la voce è piccola o stridula
 Esercizi muti per verificare lo stato delle cavità di risonanza
 Vocalizzi su glissati, scale e arpeggi
 Stretching: rilassare collo, spalle, lingua, mandibola (un esercizio utile per la mandibola è quello di sganciare giù la mandibola e avvicinare c con una mano le guance fra loro, tipo “Urlo” di Munch). Pensare che il cranio si stacchi dalla mandibola


EVITARE

 URLA, GRIDA E RACLAGE - raschiamento della gola - non necessari
 PARLARE FORTE O CANTARE IN CASO DI EPISODI FLOGISTICI IN CORSO
 PARLARE O CANTARE SUL RUMORE AMBIENTALE
 PASTI A TARDA ORA ,favoriscono episodi di pirosi gastrica e riflusso gastro-esofageo.


Ricordare che:
 il mentolo secca e disidrata le mucose,per cui è sconsigliato prima di cantare
 gli antinfiammatori sedano il dolore, ma non tolgono la causa della patologia
 episodi di tosse protratta possono provocare danni alle corde



SINTOMI DEL RIFLUSSO FARINGO-LARINGEO:

 Al mattino sensazione di gola secca e opacità vocale
 Bisogno di schiarire la gola
 Impaccio nella deglutizione
 Episodi di tosse secca, a volte tachicardia
 “ruttino” dopo i pasti


SINTOMI DEL RIFLUSSO GASTRO-ESOFAGEO:
 Acidità
 Bruciore retro-sternale
a volte i sintomi del riflusso gastro-esofageo sono stati confusi con i sintomi dell'infarto)


Gli accorgimenti sopra elencati sono importanti non solo ai fini di ottenere un buon risultato vocale, ma anche per evitare lesioni dell'organo vocale, quali noduli e polipi.

Polipo = evento traumatico improvviso, violento, si presenta come una estroflessione simile all'ernia,deve essere rimosso chirurgicamente.

Noduli = sono sempre bilaterali e si recuperano con un atteggiamento vocale corretto

Cisti acquisite = causate da ritensione mucosa.





CONVEGNO A CASTIGLIONCELLO
MUSICA: EDUCAZIONE E FORMAZIONE

Si è svolto con successo al Castello Pasquini di Castiglioncello il 12-13-14 settembre il Convegno "Musica: educazione, formazione -secondo movimento" organizzato dalla Regione Toscana in collaborazione con l'ANSAS (ex IRRE) ed una serie di enti fra i quali anche l'AIdSM. L'assessore alla Cultura della Regione Toscana, Gianfranco Simoncini, aprendo i lavori, ha promesso di continuare ad investire in questa iniziativa per farla crescere, il prossimo anno, fino ad una dimensione nazionale. Docenti, musicisti, operatori del settore, dirigenti scolastici hanno seguito i tre giorni di lavori con passione ed interesse. Al mattino le tematiche più propriamente didattiche sono state svolte da nomi illustri del panorama internazionale, come Michel Imberty e Francois Delalande, mentre altre sezioni del convegno hanno trattato aspetti politici, con le interessanti relazioni di Luigi Berlinguer ed Albertina Soliani. Nel pomeriggio si sono tenuti i laboratori su tematiche più specifiche, con alcuni esperti italiani particolarmente conosciuti, che hanno riscosso particolare sucesso. In questi laboratori si sono tenute anche le Giornate sulla Didattica che hanno trattato il tema della "Lezione-Concerto". Le giornate di studio si sono chiuse con una tavola rotonda a cui hanno partecipato i responsabili delle più importanti istituzioni musicali toscane. Di particolare interesse, per le sorti dell'AIdSM, la comunicazione della senatrice Soliani che ha riferito dell'avvio del dibattito in Commissione al Senato sul Progetto di Legge da lei presentato dietro nostra sollecitazione, e che l'AIdSM ha sostenuto con una serie di iniziative mirate. E' imminente la convocazione in udienza alla commissione in Senato di rappresentanti delle scuole di musica che avranno il compito di chiarire alcuni aspetti relativi alla legge ed illustrare alcune realtà europee.





MUSICA, SCUOLA, TERRITORIO
ESPERIENZE E PROSPETTIVE DELLE REALTÀ TOSCANE

Prato è stata al centro di un dibattito sul tema "Musica, scuola, territorio" che ha visto la partecipazione di personalità direttamente coinvolte nell'ambito dell'educazione musicale. Il 5 novembre 2004, al Centro per l'Arte Contemporanea "L. Pecci", si è svolto un convegno che ha fatto il punto sulla situazione dell'educazione musicale in Toscana. Vi hanno partecipato i rappresentanti dei soggetti musicali attivi sul territorio: dai conservatori alle scuole di musica comunali private, agli istituti pareggiati, ai licei musicali. E' un panorama quanto mai vario, che viene prendendo nuovi aspetti con la riforma dei conservatori in atto. Il convegno è stato organizzato dall'Associazione Italiana delle Scuole di Musica con la Regione Toscana, il Comune di Prato e Irre Toscana.

L'introduzione ai lavori è stata dell'assessore alla cultura del Comune di Prato. E' seguito l'intervento di Sandra Logli, dirigente del settore Spettacolo della Giunta regionale Toscana per poi proseguire con gli interventi dei rappresentanti delle istituzioni musicali; quindi i direttori del Conservatorio di Firenze, il presidente dell'AIdSM, il dirigente della Scuola Comunale "Verdi" di Prato. Nel pomeriggio sono intervenuti Franco Cambi, presidente dell'Irre Toscana e i direttori di scuole coinvolte nell'educazione musicale che in questi anni hanno portato avanti particolari sperimentazioni. Ha chiuso il convegno Mariella Zoppi, assessore alla cultura della regione Toscana.

Nel sito è possibile trovare la locandina del convegno e gli interventi di tutti i relatori.











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